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	<title>Francesca Parisini &#187; scrittura</title>
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		<title>la casa del Patriarca</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 22:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nelle coppie, uno dei due subisce sempre. Mentre l’altro, il più intelligente, prima o poi se ne va. E tra voi due sapevo che te ne saresti andata tu”. Era stata una conversazione ‘tra maschi’, la loro. Lei allora aveva &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2014/12/la-casa-del-patriarca/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2014-12-02-alle-22.55.03.png" rel="shadowbox[sbpost-1428];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2014-12-02-alle-22.55.03-690x474.png" alt="" title="Schermata 2014-12-02 alle 22.55.03" width="690" height="474" class="alignleft size-medium wp-image-1429" /></a><br />
“Nelle coppie, uno dei due subisce sempre. Mentre l’altro, il più intelligente, prima o poi se ne va. E tra voi due sapevo che te ne saresti andata tu”. Era stata una conversazione ‘tra maschi’, la loro. Lei allora aveva poco più di vent’anni. Lui, sessanta o giù di lui. Dicendole quelle cose aveva fatto un torto al figlio. Ma lui era così, era un uomo duro. Con gli occhi di oggi lei lo avrebbe definito ‘maschilista’. Allora, non aveva coscienza di certe cose. E soprattutto lui era un uomo galante ed elegante nella sua durezza e nell’immensità della sua figura. E lei ne subiva il fascino. Come di un padre. Come di un personaggio epico. Solo più tardi avrebbe smontato il mito. E avrebbe compreso meglio la sua ex moglie che un giorno le raccontò di quella volta che si ruppe la lavatrice e lei, con l’acqua a mezza gamba, costretta a tirar su secchiate di acqua e a compiacerlo mentre lui, seduto sul divano, declamava ad alta voce brani da “Il Principe” di Macchiavelli.<br />
Ora a distanza di decenni, aveva saputo dal figlio che dopo la morte del Patriarca la casa di campagna era stata messa in vendita.<br />
Che brutta cosa. Erano anni che non tornava più in quel posto che era stato la sua giovinezza, ma era come se nella sua testa, quel borgo e quella casa di sasso, fossero rimasti congelati là, intatti, con l’illusione che se ci fosse tornata avrebbe trovato tutto come allora. Solo con un po’ di polvere addosso.<br />
Il colpo più duro fu trovare immediatamente le foto della casa, interni compresi, sulle pagine internet di un’agenzia immobiliare. Era rimasto tutto immobile, nonostante la morte. No, proprio a causa della morte. <a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2014-12-02-alle-22.58.46.png" rel="shadowbox[sbpost-1428];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2014-12-02-alle-22.58.46.png" alt="" title="Schermata 2014-12-02 alle 22.58.46" width="344" height="500" class="alignleft size-full wp-image-1430" /></a><br />
Il tavolo della sala pranzo, con il piano di vetro e le sedie verdi di paglia. Al sabato c’era il rito del pranzo. L’appuntamento era al forno nel paese vicino. Si prendeva l’aperitivo mentre si aspettava il pane che sfornavano apposta per il Patriarca, con la farina recuperata da un mulino della Romagna, anche quella macinata solo per lui. Poi si saliva a casa, ci si metteva tutti insieme in cucina, si apparecchiava prendendo fuori le stoviglie da quell’armadio che si vedeva di scorcio nella foto dell’agenzia, e si mettevano tutte le vivande in tavola. Il pranzo era una cerimonia di chiacchiere, letture e cibi semplici, di campagna, buonissimi. E non andava interrotto da qualcuno che si alzava a spignattare. Verso la fine, lui, da capotavola, scostava la sedia e la metteva di tre quarti. Prendeva in mano un libro e cominciava a declamare. I giovani (quattro fratelli e sempre qualche fidanzata in aggiunta &#8211; come era stata lei per diversi anni), ascoltavano ammirati. Poi ognuno diceva la sua, sperando di non dire boiate. A lei una volta capitò di scambiare la Deledda per non so quale altra scrittrice di tutt’altra epoca e tutta’altre origini. Non si ricordava neanche ora chi, ma si ricordava benissimo la vergogna di allora.<br />
<a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/12/IMG_6060.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1428];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/12/IMG_6060-690x515.jpg" alt="" title="IMG_6060" width="690" height="515" class="alignleft size-medium wp-image-1431" /></a><br />
Faceva il medico, il Patriarca. E aveva autorità. Mani gigantesche e nodoso; non certo ‘mani da chirurgo’, come si dice. E invece lui operava cervelli, al microscopio. A giugno quelle mani le sporcava di nero perchè non rinunciava alla produzione del nocino; il mallo della noce fresca da tagliare prima di metterlo a mollo nell’alcol riduceva le mani impresentabili. Lei in quel periodo diceva che soffriva d’ansia, che stava male, che sarebbe potuta svenire, che aveva mal di stomaco. Lui una sera andò di là e ritornò con una pillolina bianca. Prova questa, le disse. Lasciò passare mezz’ora e le chiese se erano passati i malanni. Mi pare di sì, rispose lei. Allora lui tornò con la scatola: le aveva somministrato una pillolina di dolcificante.<br />
O la volte che trovarono un cane setter su per i campi. O la volta che la obbligò a tornare dall’Olanda, in treno con le amiche, con un paio di zoccoli di legno numero 46 che lui avrebbe consumato nell’orto sopra casa. O l’armadio, dipinto dalla madre di lei, che stava ancora in uno dei bagni di quella casa le cui origini, si diceva, erano millecinquecentesche. Il bagno. Tutte le volte che ci andava le piaceva rubare un paio di gocce da quelle bottiglie di profumo fatto in casa, con la lavanda del giardino.<br />
Che brutto, la casa stava per essere acquisita dal tanto odiato vicino, uno con la ‘<a href="http://www.liberliber.it/mediateca/libri/v/verga/tutte_le_novelle/html/roba.htm" target="_blank">febbre della roba</a>’. E a lei piangeva il cuore al pensiero che quella casa non sarebbe stata più là. Anche se non ci sarebbe tornata mai più.</p>
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		<title>racconto scritto in bicicletta</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 21:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un giorno le avrebbe fatto piacere sapere cosa stava sotto quel dramma o quelle farse (ancora non aveva capito) a cui assisteva quotidianamente, dove stava il vero di tutto quel detto che dal vero fuggiva a gambe levate. Guardava il &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2014/01/racconto-scritto-in-bicicletta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno le avrebbe fatto piacere sapere cosa stava sotto quel dramma o quelle farse (ancora non aveva capito) a cui assisteva quotidianamente, dove stava il vero di tutto quel detto che dal vero fuggiva a gambe levate.<br />
Guardava il mondo da un oblò, sebbene quello fosse l&#8217;incipit di una canzone di gioventù. Se ne trovata invischiata fino al midollo, per passione e partecipazione, ma sempre con gli occhi del marziano.<br />
&#8220;Sei matta&#8221;, dicevano. Ma quello era niente rispetto a ciò che confidava di riuscire a fare in vecchiaia. A settant&#8217;anni &#8211; questo il confine che si era data &#8211; con la scusa dell&#8217;età avrebbe mollato ogni freno. Avrebbe detto tutto a tutti; non che ora si tenesse per sè poi così tanto. Avrebbe riso a crepapelle di tutti. Si sarebbe permessa ogni stranezza, puntando sul fatto &#8211; dice la vulgata &#8211; che menopausa, pensione e vecchiaia giocano brutti scherzi. Che grandiosa libertà!<br />
Anche il fisico l&#8217;avrebbe assecondata in questa sua rivincita: i tettoni a davanzale, il ventre prominente in un tutt&#8217;uno con i fianchi e due gambetti dalle caviglia sottili innestati per caso sotto la stanella (la gonnella, per i non autoctoni). E poi quel caldo, quelle guance rubizze tutte le volte che sarebbe entrata in un posto chiuso. &#8220;È matta&#8221;, avrebbero ripetuto gli altri vedendola che si sventolava in pieno inverno. E lei, invece, giù risate e sguardi di commiserazione per tutte quelle mosche dalle zampette inchiodate nella colla, dallo sguardo basso e incolore. Ci vediamo tra un po&#8217;, disse alla futura sè a pochi giorni dal compleanno.</p>
<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010689.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1157];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010689-690x440.jpg" alt="" title="P1010689" width="690" height="440" class="alignleft size-medium wp-image-1162" /></a><br />
<em>in pensione coi figli del dopolavoro</em></p>
<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010693.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1157];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010693-517x690.jpg" alt="" title="P1010693" width="517" height="690" class="alignleft size-medium wp-image-1158" /></a><br />
<em>nel giorno della sua prima comunione</em></p>
<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010687.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1157];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010687-524x690.jpg" alt="" title="P1010687" width="524" height="690" class="alignleft size-medium wp-image-1159" /></a><br />
<em>le amiche del cuore</em></p>
<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010692.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1157];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010692-690x507.jpg" alt="" title="P1010692" width="690" height="507" class="alignleft size-medium wp-image-1160" /></a><br />
<em>il capanno del primo bacio</em></p>
<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010694.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1157];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2014/01/P1010694-461x690.jpg" alt="" title="P1010694" width="461" height="690" class="alignleft size-medium wp-image-1161" /></a><br />
l&#8217;uomo che le spezzò il cuore, quel narciso&#8230;</p>
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		<title>innamorati stanchi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Dec 2013 21:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ma com’era quando ci si innamorava? Te, te lo ricordi?”. Le due donne guardavano la ragazzina che, trionfante, aveva annunciato il suo fidanzamento fresco di primo bacio. “Boh”. “Poi, non è mica stato più così; mancava sempre un pezzo!”. Già, &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2013/12/innamorati-stanchi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/12/tumblr_m3qs18Mg1p1r78sbho1_500.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1153];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/12/tumblr_m3qs18Mg1p1r78sbho1_500.jpg" alt="" title="tumblr_m3qs18Mg1p1r78sbho1_500" width="500" height="328" class="alignleft size-full wp-image-1154" /></a><br />
“Ma com’era quando ci si innamorava? Te, te lo ricordi?”.<br />
Le due donne guardavano la ragazzina che, trionfante, aveva annunciato il suo fidanzamento fresco di primo bacio.<br />
“Boh”.<br />
“Poi, non è mica stato più così; mancava sempre un pezzo!”.<br />
Già, mancava sempre un pezzo. Oppure era come vivere dentro un inganno.<br />
“Però, io già dal principio dovevo avere qualcosa di storto: dopo il primo bacio corsi a lavarmi i denti. Tutto quell’umido mi aveva fatto un po’ schifo”.<br />
Negli anni, alle farfalle nello stomaco era subentrata la passione, ma anche il dolore, la fatica, l’ipocrisia. Lei guardava le coppie e non capiva come funzionava che stessero insieme. Sempre, tutti i giorni. Per anni e anni. C’era sempre un po’ di violenza – lei notava- in quello stare in coppia. Una finzione, un compromesso. Un gioco di forza, un braccio di ferro.</p>
<p><em>Da chimico un giorno avevo il potere<br />
di sposare gli elementi e di farli reagire,<br />
ma gli uomini mai mi riuscì di capire<br />
perché si combinassero attraverso l&#8217;amore.<br />
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.</em> </p>
<p>Rifece il conto indietro e realizzò che mai si era affidata. Solo una volta, su una barca, ma non valeva: poggiava sull’acqua, non sulla terra ferma. E furono tre giorni. A chi mancava la chimica, allora? A lei o a quelli che altri, semplicisticamente, avrebbero tagliato e cucito come ‘persone sbagliate’?<br />
“Ci vuole coraggio per affidarsi”.<br />
Palle. Non era questione di coraggio: era questione d’ingenuità, semmai. Felloneria, necessità. La necessità di crederci, perché altrimenti sarebbe stato il baratro. Per starci dentro, non devi guardare fuori. Lei, invece, aveva quella mania di vedere nudi gli uomini.</p>
<p><em>Solo i giovani hanno di questi momenti. Non parlo dei giovanissimi. No. I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. E’ privilegio della prima gioventù di vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta una bella continuità di speranze che non conosce pause né introspezioni.<br />
Uno chiude dietro a se il piccolo cancello della mera fanciullezza ed entra un un giardino incantato. Là perfino le ombre splendono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha una sua seduzione. E non perché sia una terra ignota. Si sa bene che tutta l’umanità ha percorso quella strada. Ma si è attratti dall’incanto dell’esperienza universale da cui ci si attende di trovare una sensazione singolare o personale: un po’ di se stessi.<br />
Si va avanti, allegri e frementi, riconoscendo le orme di chi ci ha preceduto, accogliendo il bene e il male insieme – le rose e le spine, come si dice – la variopinta sorte comune che offre tante possibilità a chi le merita o, forse, a chi ha fortuna. Sì. Uno va avanti. E il tempo pure va avanti, finché ci si scorge di fronte una linea d’ombra che ci avverte di dover lasciare alle spalle anche la regione della prima gioventù.</em></p>
<p>Ora il gioco è indovinare le citazioni, ma con wikipedia son buoni tutti al giorno d’oggi. Neanche tutti quegli anni spesi, d’estate, allungata al suo lettino stile da barca, a leggere libri su libri, avevano più un valore. Anzi, risultavano spesso d’impiccio. Forse sarebbe state ore spese meglio a dar dei baci. E far finta di non sentire tutto quell’umido.</p>
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		<title>Ferite/Wounded/Blesses – il diario #8 London</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 02:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno di Ferite/Wounded/Blesses si chiude a Londra. Chissà dove ci porterà il 2014.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/12/DSC_6749.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1125];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1126" title="DSC_6749" src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/12/DSC_6749-690x457.jpg" alt="" width="690" height="457" /></a><br />
Un anno di Ferite/Wounded/Blesses si chiude a <a href="http://www.francescaparisini.it/fotografia/?gallery_id=52">Londra</a>. Chissà dove ci porterà il 2014.</p>
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		<title>Ferite/Wounded/Blesses – il diario #7 &#124; Bruxelles</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2013 02:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni città ha la sua luce. Bruxelles è pece con tagli di fuoco. Gotica. Eppur Calda. Bruxelles è un teatropolveroso che non speravamo pieno. E invece&#8230;&#8230;Serra, un gigante. La principessa, dolce e cortese. Ministre attrici a sorpresa. Tailleur di panno &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2013/11/feritewoundedblesses-il-diario-6-bruxelles/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1122" title="DSC_6305" src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_6305-690x457.jpg" alt="" width="690" height="457" /></p>
<p>Ogni città ha la sua luce. Bruxelles è pece con tagli di fuoco. Gotica. Eppur Calda. Bruxelles è un <a href="http://www.francescaparisini.it/fotografia/?gallery_id=51">teatro</a>polveroso che non speravamo pieno. E invece&#8230;&#8230;Serra, un gigante. La principessa, dolce e cortese. Ministre attrici a sorpresa. Tailleur di panno e messe in piega di fresco. Niente di rutilante. E&#8217; Europa. Pensierosa Europa. Lontana già l&#8217;America glamouros.</p>
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		<title>Ferite/Wounded/Blesses – il diario #6 &#124; New York</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 10:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nan Goldin con noi all&#8217;ONU. C&#8217;è voluto un po&#8217;, a dire il vero. Voleva raccontare la sua di storia. Non le piaceva leggere quella di un&#8217;altra. Non si sentiva &#8216;confortable&#8217;. Poi dentro all&#8217;Onu non si fuma. E le scarpe rosse &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2013/11/feritewoundedblesses-il-diario-6-washington/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_5594.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1113];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_5594-690x457.jpg" alt="" title="DSC_5594" width="690" height="457" class="alignleft size-medium wp-image-1114" /></a><br />
<a href="http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=37197">Nan Goldin</a> con noi all&#8217;<a href="http://www.francescaparisini.it/fotografia/?gallery_id=50" target="_blank">ONU</a>. C&#8217;è voluto un po&#8217;, a dire il vero. Voleva raccontare la sua di storia. Non le piaceva leggere quella di un&#8217;altra. Non si sentiva &#8216;confortable&#8217;. Poi dentro all&#8217;Onu non si fuma. E le scarpe rosse gliele ha dovute regalare Valeria Golino. Ma nonostante tutto ciò, Nan è dolcissima. E un gigante. <a href="http://webtv.un.org/meetings-events/watch/theatrical-performance-wounded-to-death-international-day-to-end-violence-against-women/2868976209001">Per chi non c&#8217;era&#8230;&#8230;. </a></p>
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		<title>Ferite/Wounded/Blesses – il diario #5 &#124; Washington</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 00:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obama non esce mai da solo. E chi vive a Washington sa che se Obama esce di casa (bianca), il traffico si blocca. Davanti e dietro ha un corteo: non meno di venti macchine. Una ha la telecamera sopra il &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2013/11/feritewoundedblesses-il-diario-5-washington/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/obama-smiles.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1105];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-1107" title="obama-smiles" src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/obama-smiles.jpg" alt="" width="604" height="404" /></a> Obama non esce mai da solo. E chi vive a Washington sa che se Obama esce di casa (bianca), il traffico si blocca. Davanti e dietro ha un corteo: non meno di venti macchine. Una ha la telecamera sopra il tetto: forma ogni angolo della strada percorsa. Memore del viaggio a Dallas del Presidente Kennedy, di cui si celebrano i 50 dall&#8217;omicidio.<br />
Elizabeth Quiroa Cuellar è segretario presidenziale per le donne del Guatemala. E&#8217; una di 38 tra fratelli e sorelle. Uno di loro fu rapito dai guerriglieri. Il padre lo ritrovò giorni dopo, interrato fino al collo. Morto. &#8220;Ho cercato di metabolizzare la violenza lavorando contro la violenza&#8221;.<br />
<a href="http://www.francescaparisini.it/fotografia/?gallery_id=49">Washington</a> è andata. Benissimo.</p>
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		<title>Ferite/Wounded/Blesses – il diario # 4 &#124; Lazzaris</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 11:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine ce l&#8217;ha fatta ad essere sul giornale&#8230;.. Qui sveglia all&#8217;alba.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/mismaonda_corriere.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1096];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1098 aligncenter" title="mismaonda_corriere" src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/mismaonda_corriere-675x690.jpg" alt="" width="675" height="690" /></a>Alla fine ce l&#8217;ha fatta ad essere sul giornale&#8230;..<br />
Qui sveglia all&#8217;alba.<br />
<a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4375.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1096];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1100 aligncenter" title="DSC_4375" src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4375-457x690.jpg" alt="" width="457" height="690" /></a><br />
<a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4376.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1096];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1102 aligncenter" title="DSC_4376" src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4376-690x457.jpg" alt="" width="690" height="457" /></a></p>
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		<title>Ferite/Wounded/Blesses &#8211; il diario # 3 &#124; Nona</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2013 11:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;My involvement with &#8216;Wounded To Death&#8217; came about after meeting Francesca early this year and hearing the story of how the organization was formed. The killing or wounding of women and girls by men; husbands, lovers, fathers and sons, around &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2013/11/feritewoundedblesses-il-diario-3-nona/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;My involvement with &#8216;Wounded To Death&#8217; came about after meeting Francesca early this year and hearing the story of how the organization was formed.  The killing or wounding of women and girls by men; husbands, lovers, fathers and sons, around the world must be addressed and stopped before we can ever truly call ourselves &#8216;civilized people&#8217;.  It must be a priority for everyone, we are as strong as the respect we afford every human being; women are not property, we are the channel through which every man, woman and child come into this world&#8221;. Nona Hendryx, sul palco di Wounded to Death il prossimo 25 novembre (ONU, New York).<br />
<a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/NH-headDress-solo-1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1093];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/NH-headDress-solo-1-690x518.jpg" alt="" title="Style: &quot;Disable&quot;" width="690" height="518" class="alignleft size-medium wp-image-1094" /></a></p>
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		<title>Ferite/Wounded/Blesses &#8211; il diario #2</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 20:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le ragazze sono così. Sette novembre, duemilatredici. Presidenza del Consiglio, Roma. Tra qualche giorno si parte: Ferite a morte ha preso il largo. Si va a Washington, a New York (all’ONU), a Bruxelles e a Londra. Solo un anno fa, &#8230; <a href="https://www.francescaparisini.it/2013/11/feritewoundedblesses-il-diario-1/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4354.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1083];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4354-690x457.jpg" alt="" title="DSC_4354" width="690" height="457" class="alignleft size-medium wp-image-1084" /></a><br />
Le ragazze sono così.<br />
Sette novembre, duemilatredici. Presidenza del Consiglio, Roma. Tra qualche giorno si parte: Ferite a morte ha preso il largo. Si va a Washington, a New York (all’ONU), a Bruxelles e a Londra. Solo un anno fa, il 24 novembre 2012, si debuttava al Teatro Biondo a Palermo: “Ma ci verrà la gente a teatro?”; si chiedeva Serena.<br />
Le ragazze sono così: fan fatica a crederci. Invece, è venuta, è venuta eccome la gente. A Palermo, poi a Bologna e a Genova. E quando pensavamo fosse finita lì, è venuta a Torino, a Roma, a Firenze (2 volte), a Bari, a Milano, a Verona, a Marsala e in molti altri posti.<br />
Le ragazze sono così.<br />
Oggi siamo con il Ministro Emma Bonino, prima lettrice dei testi di Ferite a morte ancora in bozze, a presentare il tour internazionale. “Io considero questo progetto una eccellenza italiana – dice affettuosa il ministro – l’eccellenza di parlar chiaro, l&#8217;eccellenza del farsi venire un&#8217;idea”.<br />
Serena fruga nella borsa: ne esce una collanina. La tiene lì, nascosta. Il Ministro finisce il suo discorso, la parola passa ad altri, Serena allunga di nascosta la collanina a Emma. “L’ho fatta io”, perline di vetro che la ragazza della tv ricicla tra vecchi mercat e infila la sera per rilassarsi. Emma, la ragazza che fa andare fiere noi ragazze, la indossa al collo. Caso vuole, che sia verde e verdina come verdina la sua giacca.<br />
Le ragazze sono così: rimangono ragazze.<br />
Tra poco si parte: Washington (19 novembre), New York (25 novembre), Bruxelles (28 novembre), Londra (3 dicembre).<br />
<a href="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4343.jpg" rel="shadowbox[sbpost-1083];player=img;"><img src="http://www.francescaparisini.it/wp-content/uploads/2013/11/DSC_4343-690x452.jpg" alt="" title="DSC_4343" width="690" height="452" class="alignleft size-medium wp-image-1085" /></a></p>
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